(Ingegnere militare e successivamente Primo Ministro d’Italia)

Il Primo Programma Informatico – Come la traduzione di un testo italiano ha cambiato la storia dell’informatica

La storia di una visionaria britannica, di un ingegnere italiano e della nascita della programmazione informatica


RINGRAZIAMENTI

LADY ADA LOVELACE E LUIGI FEDERICO MENABREA

Con profonda gratitudine alla Fondazione VerbumLandiArt per il riconoscimento e il supporto fornito al mio lavoro di educazione di massa nel campo dell’intelligenza artificiale.

Ringrazio particolarmente per i premi che ho ricevuto in prestigiose sedi:

  • Senato della Repubblica Italiana a Roma
  • Università di Milano

Questi riconoscimenti rappresentano l’apprezzamento della missione di democratizzazione della conoscenza sull’intelligenza artificiale e della diffusione degli effetti positivi della rivoluzione AI in tutto il mondo.

Dedico questo testo alla cerimonia della Fondazione VerbumLandiArt presso Palazzo Ducale (Accademia Militare) di Modena, novembre 2025.

Professor Zoran Jovičić
London AI United College
Novembre 2025


“La Macchina Analitica non ha la pretesa di CREARE alcunché. Può fare tutto ciò che sappiamo come ORDINARLE di eseguire.”

– Augusta Ada King, Contessa di Lovelace, 1843


INTRODUZIONE: PRIMAVERA DEL 1840

Nella primavera del 1840, a Torino, capitale del Regno di Sardegna, si verificò un momento storico che avrebbe cambiato il corso della civilizzazione umana. Il giovane ingegnere militare italiano Luigi Federico Menabrea assistette alla conferenza del matematico britannico Charles Babbage sulla sua rivoluzionaria ‘Macchina Analitica’ – precursore del computer moderno.

Menabrea, affascinato da ciò che aveva sentito, decise di scrivere uno studio dettagliato su questa straordinaria invenzione. Pubblicò il suo testo in francese nel 1842. Ma il vero significato di questo lavoro non sarebbe venuto da Menabrea stesso – ma da una giovane e straordinaria donna che avrebbe tradotto il suo testo in inglese: Lady Ada Lovelace.

Questa è la storia di come la traduzione di un testo italiano portò al primo programma informatico della storia, e di come tre figure – un ingegnere militare italiano, un visionario britannico e una giovane contessa – insieme crearono le fondamenta dell’era digitale moderna.

LADY ADA BYRON: UN’INFANZIA STRAORDINARIA

Figlia del poeta più famoso d’Inghilterra

Augusta Ada Byron nacque il 10 dicembre 1815 a Londra, unica figlia legittima di Lord Byron, il più famoso poeta romantico britannico. Sua madre, Anne Isabella Milbanke, conosciuta come ‘Annabella’, era una donna istruita con straordinarie capacità matematiche – cosa estremamente rara per l’epoca.

Il matrimonio dei suoi genitori fu turbolento e breve. Solo un mese dopo la nascita di Ada, Annabella lasciò Lord Byron, portando con sé la bambina. Ada non conobbe mai suo padre – lui lasciò l’Inghilterra quando lei aveva solo pochi mesi e morì in Grecia quando Ada aveva otto anni, combattendo per l’indipendenza greca.

Matematica contro poesia

Lady Byron era profondamente preoccupata che Ada potesse ereditare la ‘pazzia’ di suo padre – così la chiamava lei. Decise di plasmare l’educazione di Ada verso la logica e la ragione, lontano dalla pericolosa, emotiva, poetica natura di suo padre. Fin dalla più tenera età, Ada fu esposta a un’intensa educazione matematica e scientifica, cosa quasi inaudita per le ragazze dell’era vittoriana.

Ada ebbe tutori privati in matematica, astronomia, fisica e musica. A tredici anni, affascinata dal meccanismo del volo, progettò una macchina volante a forma di cavallo con ali, completa di disegni tecnici dettagliati. La chiamò ‘Flyology’ e scrisse un libro illustrato al riguardo.

Ma gli sforzi di Annabella per sopprimere il lato poetico di sua figlia non ebbero completamente successo. Ada sviluppò un’abilità unica – la combinazione di una mente matematica analitica con una ricca immaginazione creativa. Lei stessa la descrisse più tardi come ‘scienza poetica’.

CHARLES BABBAGE: VISIONARIO DELL’ERA DELLE MACCHINE

Il ‘Padre del Computer’

Charles Babbage (1791-1871) fu un matematico, filosofo, inventore e ingegnere meccanico britannico, oggi conosciuto come il ‘padre del computer’. Nato a Londra da una famiglia benestante, Babbage studiò matematica all’Università di Cambridge, dove acquisì rapidamente la reputazione di genio brillante ma eccentrico.

L’ossessione di Babbage era la precisione. All’inizio degli anni 1820, il governo britannico e la comunità scientifica si affidavano a tavole matematiche per la navigazione, l’ingegneria e l’astronomia. Queste tavole erano piene di errori perché calcolate e trascritte manualmente dagli esseri umani. Una sera, mentre esaminava tali tavole con un amico, Babbage esclamò: ‘Vorrei che Dio o il diavolo facessero queste tavole a vapore!’

La Macchina alle Differenze

Questo momento frustrante portò alla prima grande invenzione di Babbage: la Macchina alle Differenze (Difference Engine). Progettata per calcolare e stampare automaticamente tavole matematiche, questa macchina era un complesso sistema di ingranaggi, leve e alberi – un vero computer meccanico alimentato a vapore.

Il governo britannico fu impressionato e assegnò a Babbage un’enorme somma – equivalente a diversi milioni di sterline attuali – per costruire la macchina. Ma il progetto era troppo ambizioso. La tecnologia degli anni 1820 e 1830 non era sufficientemente precisa per produrre i componenti che Babbage aveva progettato. Dopo un decennio di frustrazioni e problemi finanziari, il progetto fu abbandonato.

La Macchina Analitica – la vera visione

Ma Babbage non si arrese. Durante il lavoro sulla Macchina alle Differenze, sviluppò un’idea molto più ambiziosa: la Macchina Analitica (Analytical Engine). A differenza della Macchina alle Differenze che poteva eseguire solo un tipo specifico di calcolo, la Macchina Analitica sarebbe stata universale – una macchina programmabile capace di eseguire qualsiasi compito matematico per cui fosse scritto un programma.

Il design della Macchina Analitica era incredibilmente moderno:

  • ‘Magazzino’ (Store) – Per memorizzare dati e risultati (equivalente della moderna memoria RAM)
  • ‘Mulino’ (Mill) – Per eseguire operazioni aritmetiche (equivalente della moderna CPU)
  • Schede perforate – Per l’input di programmi e dati (ispirato al telaio Jacquard)
  • Stampante – Per l’output dei risultati
  • Salti condizionali – La macchina poteva ‘decidere’ quale prossimo passo intraprendere in base ai risultati

Questo era il concetto del computer universale moderno, immaginato quasi 100 anni prima che Alan Turing definisse formalmente tale macchina!

L’INCONTRO DI DUE MENTI: ADA E BABBAGE

Giugno 1833: La serata fatidica

Il 5 giugno 1833, la diciassettenne Ada Byron partecipò a un salotto da Charles Babbage in Dorset Street a Londra. Non era una normale serata mondana – i salotti di Babbage erano leggendari incontri di scienziati, matematici, scrittori e aristocratici, dove si discutevano le più recenti conquiste scientifiche.

Quella sera, Babbage dimostrò parti della sua Macchina alle Differenze. Mentre la maggior parte degli ospiti guardava con educato ma superficiale interesse, la giovane Ada era affascinata. A differenza degli altri, lei capì non solo cosa la macchina FACEVA, ma come FUNZIONAVA e cosa POTEVA significare.

Babbage scrisse più tardi: ‘Mentre gli altri guardavano la macchina con ammirazione per la sua abilità meccanica, Ada, anche in quella giovane età, comprese il suo pieno potere.’ Fu l’inizio di una collaborazione che avrebbe cambiato la storia.

Mentorship e amicizia

Dopo quell’incontro, Ada e Babbage svilupparono una profonda amicizia e partnership intellettuale. Babbage divenne il suo mentore in matematica e pensiero scientifico. La loro corrispondenza fu estesa – si scrissero centinaia di lettere su matematica, logica e filosofia delle macchine.

Nel 1835, Ada sposò William King, che divenne poi Conte di Lovelace, rendendo Ada Contessa di Lovelace. Sebbene ora avesse un marito e tre figli, la sua partnership intellettuale con Babbage continuò. William, fortunatamente, sosteneva gli interessi scientifici di Ada, cosa estremamente progressista per l’epoca vittoriana.

LUIGI FEDERICO MENABREA: IL PONTE ITALIANO

Vita del visionario italiano

Luigi Federico Menabrea (1809-1896) fu uno straordinario uomo – ingegnere militare, matematico, generale, diplomatico e infine, statista. Nato a Chambéry, in Savoia (allora parte del Regno di Sardegna, poi Italia), Menabrea si diplomò alla prestigiosa Accademia Militare di Torino come primo della sua classe.

Come giovane ufficiale, Menabrea si distinse sia nella pratica ingegneristica militare che nella matematica teorica. Pubblicò diversi lavori sull’elasticità dei materiali e l’analisi strutturale che furono rivoluzionari per l’ingegneria civile. Il suo ‘Teorema di Menabrea’ è ancora utilizzato nella meccanica strutturale.

Il viaggio a Torino – 1840

Nell’ottobre del 1840, Charles Babbage ricevette un invito dallo scienziato italiano Giovanni Plana per tenere una serie di conferenze a Torino sulla sua Macchina Analitica. Questo fu un momento importante – Babbage voleva il riconoscimento internazionale per il suo lavoro, dato che il governo britannico aveva praticamente abbandonato il sostegno al suo progetto.

Torino era all’epoca il centro intellettuale e scientifico del Regno di Sardegna. La città aveva una prestigiosa Accademia Militare e Accademia delle Scienze, ed era sede di numerosi scienziati e ingegneri progressisti. Tra loro c’era il giovane ingegnere militare, capitano Luigi Federico Menabrea, allora trentunenne.

La presenza di Menabrea alle conferenze di Babbage fu fatale. Come ingegnere militare, comprese immediatamente il potenziale pratico della Macchina Analitica per la balistica, la fortificazione e altri calcoli militari. Come matematico, fu affascinato dalle sue possibilità teoriche. Ma, cosa più importante, Menabrea ebbe la visione di trasmettere questa conoscenza al mondo più ampio.

L’articolo di Menabrea – 1842

Dopo le conferenze di Babbage, Menabrea trascorse mesi studiando la Macchina Analitica e consultandosi con Babbage. Nel 1842, pubblicò uno studio dettagliato in francese intitolato ‘Notions sur la machine analytique de M. Charles Babbage’ (Nozioni sulla macchina analitica del signor Charles Babbage) nella rivista svizzera ‘Bibliothèque Universelle de Genève’.

Il testo di Menabrea era chiaro, sistematico e tecnicamente preciso. Descriveva come funzionava la Macchina Analitica, i suoi componenti e come avrebbe potuto eseguire diverse operazioni matematiche. Fu la prima descrizione pubblicata della Macchina Analitica nell’Europa continentale.

Ma il vero significato di questo lavoro non sarebbe venuto dal testo stesso – ma da ciò che una giovane donna avrebbe fatto traducendolo in inglese.

LA TRADUZIONE CHE DIVENNE RIVOLUZIONE

Come Ada ottenne l’incarico

Nel 1842, Charles Wheatstone, amico sia di Ada che di Babbage, propose ad Ada di tradurre l’articolo francese di Menabrea in inglese. Babbage era entusiasta – sapeva che Ada non solo era competente in francese e matematica, ma aveva una comprensione unica della Macchina Analitica.

Ma Babbage non voleva solo una traduzione. Propose ad Ada qualcosa di molto più ambizioso: ‘Aggiunga le sue proprie note. Lei può spiegare le cose meglio di quanto Menabrea abbia fatto.’

Ada accettò la sfida. Durante i successivi nove mesi, da agosto 1842 a maggio 1843, lavorò intensamente sulla traduzione e sulle sue note. Fu un periodo della sua vita in cui era completamente immersa nella matematica e nella macchina – spesso lavorava fino a tarda notte, trascurando gli obblighi sociali di una contessa vittoriana.

Le Note: Due volte più lunghe dell’originale

Quando Ada finì, il risultato fu sorprendente. L’articolo originale di Menabrea aveva circa 8.000 parole. La traduzione di Ada era precisa e chiara. Ma le sue note – contrassegnate con le lettere da A a G – avevano oltre 19.000 parole – più del doppio della lunghezza del testo originale!

Queste note non erano semplici informazioni aggiuntive. Erano un’analisi sistematica e approfondita del potenziale della Macchina Analitica che andava ben oltre tutto ciò che Menabrea o persino lo stesso Babbage avevano scritto. Ada prese la descrizione tecnica e la trasformò in una visione del futuro dell’informatica.

Sette note – il percorso verso la programmazione

Nota A: Differenza tra la Macchina alle Differenze e la Macchina Analitica

Ada spiegò che mentre la Macchina alle Differenze poteva calcolare solo funzioni matematiche specifiche, la Macchina Analitica era universale – poteva essere programmata per qualsiasi compito.

Nota B: Il telaio Jacquard e le schede perforate

Ada fece un paragone geniale tra il telaio Jacquard che usa schede perforate per tessere disegni complessi e la Macchina Analitica: ‘La Macchina Analitica tesse disegni algebrici proprio come il telaio Jacquard tesse fiori e foglie.’

Nota C: Cicli e iterazioni

Ada spiegò come la macchina potesse ripetere operazioni – il concetto di ciclo nella programmazione.

Nota D: Salti condizionali e logica

Descrisse come la macchina potesse ‘decidere’ quale prossimo passo intraprendere in base ai risultati – la logica if-then.

Nota E: Variabili e algebra simbolica

Ada mostrò come la macchina usasse simboli per rappresentare numeri e operazioni – il concetto di variabili nella programmazione.

Nota F: Metodi tabulari

Discusse dell’organizzazione dei dati e delle operazioni.

Nota G: IL PRIMO PROGRAMMA INFORMATICO

La nota più famosa – un algoritmo dettagliato per calcolare i Numeri di Bernoulli. Questo era un programma completo con istruzioni, cicli e salti condizionali – il primo algoritmo scritto per una macchina. Il primo programma informatico della storia!

NOTA G: IL PRIMO PROGRAMMA

I Numeri di Bernoulli – la sfida

Ada scelse di dimostrare il potere della Macchina Analitica calcolando i Numeri di Bernoulli – una complessa sequenza matematica importante nella teoria dei numeri e nell’analisi. Questo non era un esempio semplice – i Numeri di Bernoulli richiedono operazioni complesse e iterazioni.

La Nota G conteneva:

  • Diagramma di flusso – Rappresentazione visiva di come il programma funziona passo dopo passo
  • Tabella delle operazioni – Lista dettagliata di ogni operazione che la macchina doveva eseguire
  • Allocazione della memoria – Dove ogni variabile sarebbe stata memorizzata nel ‘magazzino’ della macchina
  • Cicli – Come il programma ripete le operazioni
  • Istruzioni condizionali – Come il programma ‘decide’ cosa fare successivamente

Questo era un programma completo e funzionante – la prima volta nella storia che qualcuno avesse scritto un algoritmo destinato all’esecuzione da parte di una macchina. Ada Lovelace divenne la prima programmatrice al mondo, quasi 100 anni prima che fossero costruiti i primi computer elettronici!

Visione del futuro

Ma Ada non si fermò alla semplice programmazione di funzioni matematiche. Nelle sue note, articolò una visione che era decenni, persino secoli avanti rispetto al suo tempo:

“La Macchina Analitica potrebbe agire su altre cose oltre ai numeri, qualora si trovassero oggetti le cui relazioni fondamentali reciproche potessero essere espresse dalla scienza operativa astratta, e che fossero anche suscettibili di adattamenti mediante le notazioni astratte. Per esempio, supponiamo che le relazioni fondamentali dei toni nella scienza dell’armonia e della composizione musicale fossero suscettibili di tali espressioni e adattamenti, la macchina potrebbe comporre pezzi di musica elaborati e scientifici di qualsiasi grado di complessità o estensione.”

Ada previde che i computer potessero lavorare con qualsiasi tipo di dati – non solo numeri, ma musica, grafica, testo. Immaginò ciò che oggi chiamiamo computer digitale universale e intelligenza artificiale – più di 100 anni prima che diventassero realtà!

PUBBLICAZIONE E REAZIONI

Agosto 1843: Presentazione al mondo

Nell’agosto del 1843, la traduzione e le note di Ada furono pubblicate nella rivista scientifica britannica ‘Taylor’s Scientific Memoirs’. Ma Ada non firmò con il suo nome completo – come contessa vittoriana, era sconveniente che una donna pubblicasse lavori scientifici con il proprio nome. Invece, firmò solo con le iniziali ‘A.A.L.’ – Augusta Ada Lovelace.

Babbage era entusiasta. In una lettera a un amico, scrisse: ‘Ha padroneggiato completamente l’idea astratta della macchina… Credo che ora la capisca meglio di quanto l’abbia mai capita io.’ Questo fu un enorme elogio da parte di un uomo che aveva dedicato tutta la sua vita a questa macchina.

Ricezione contemporanea

Purtroppo, ai suoi tempi, il lavoro di Ada non ricevette il riconoscimento che meritava. Pochi compresero il significato di ciò che aveva scritto. La Macchina Analitica non fu mai costruita – era troppo costosa e tecnicamente troppo ambiziosa per l’era vittoriana. Lo stesso Babbage morì nel 1871, frustrato che la sua visione non si fosse realizzata.

Ada continuò a lavorare con Babbage e si occupò di matematica, ma non pubblicò mai un altro grande lavoro. Tragicamente, morì di cancro uterino nel 1852, all’età di soli 36 anni – la stessa età in cui morì suo padre Lord Byron.

OBLIO E RISCOPERTA

Decenni di oblio

Dopo la morte di Ada, il suo lavoro fu quasi dimenticato. Per tutto il XIX secolo e la prima metà del XX, pochi sapevano anche solo che aveva contribuito al lavoro di Babbage. Quando si raccontavano storie della Macchina Analitica, il focus era sempre su Babbage – Ada era solo una nota a piè di pagina, se veniva menzionata affatto.

Anni ’50: L’era del computer e la riscoperta

Durante la Seconda Guerra Mondiale e dopo, furono finalmente costruiti i primi computer elettronici – ENIAC, EDVAC, UNIVAC. Questi giganteschi apparati, fatti di valvole a vuoto, erano la Macchina Analitica di Babbage realizzata in forma elettronica.

I pionieri dell’informatica iniziarono a studiare la storia della loro disciplina. Quando lessero le note di Ada del 1843, rimasero stupiti. Aveva descritto concetti che erano diventati le basi della moderna scienza informatica – algoritmi, cicli, istruzioni condizionali, debugging. La sua visione che le macchine avrebbero lavorato con qualsiasi tipo di dati era corretta.

Nel 1953, oltre 100 anni dopo la morte di Ada, Bertram Vivian Bowden pubblicò una ristampa delle sue note nel suo libro ‘Faster Than Thought: A Symposium on Digital Computing Machines’. Questa fu la riscoperta di Ada Lovelace per il mondo moderno.

MENABREA: DA INGEGNERE A PRIMO MINISTRO

Carriera militare e politica

Mentre il lavoro di Ada cadeva nell’oblio, Luigi Federico Menabrea continuò una brillante carriera. Partecipò alla Prima Guerra d’Indipendenza italiana (1848-49) contro l’Austria. Le sue capacità ingegneristiche furono cruciali negli assedi e nelle fortificazioni.

Dopo l’unificazione dell’Italia nel 1861, Menabrea divenne generale maggiore. Ma i suoi talenti non erano limitati alla sfera militare. Entrò in politica e progredì rapidamente:

  • 1861: Senatore del Regno d’Italia
  • 1867: Ministro della Marina
  • 1867-1869: Primo Ministro del Regno d’Italia
  • 1875: Ministro degli Affari Esteri
  • 1876: Ambasciatore a Londra
  • 1882: Ambasciatore a Parigi

Come Primo Ministro, Menabrea guidò l’Italia attraverso un periodo difficile. Si occupò di problemi finanziari, promosse l’istruzione e le infrastrutture, e lavorò per rafforzare l’esercito. Sebbene il suo mandato durasse solo due anni, lasciò un impatto duraturo sul giovane stato italiano.

Significato del contributo di Menabrea

La presenza di Menabrea alle conferenze di Babbage a Torino nel 1840 e la sua decisione di scrivere e pubblicare l’articolo furono cruciali per la storia dell’informatica per diverse ragioni:

  • Visibilità internazionale – Il suo articolo fu la prima seria descrizione della Macchina Analitica nell’Europa continentale, dando al lavoro di Babbage riconoscimento internazionale.
  • Ponte tra Italia e Gran Bretagna – Menabrea fu il collegamento chiave che permise all’innovazione britannica di essere trasmessa agli scienziati europei.
  • Piattaforma per Ada – Senza l’articolo di Menabrea, Ada non avrebbe avuto la base per scrivere le sue rivoluzionarie note. Il suo testo fu un eccellente punto di partenza – chiaro, tecnicamente preciso, ma non eccessivamente complesso.
  • Legittimità del progetto – Il fatto che un ingegnere militare italiano e futuro Primo Ministro considerasse la Macchina Analitica degna di uno studio serio diede al lavoro di Babbage una credibilità che mancava in Gran Bretagna.

EREDITÀ: IL LINGUAGGIO ADA

Anni ’70: Necessità di un nuovo linguaggio

Negli anni ’70, l’esercito americano utilizzava oltre 450 diversi linguaggi di programmazione per i suoi sistemi. Questo era il caos – costoso da mantenere, difficile per l’addestramento del personale, pericoloso per la sicurezza. Il Pentagono realizzò che era necessario un linguaggio di programmazione standardizzato e robusto per tutte le sue applicazioni – dai sistemi di aerei ai satelliti, dai missili ai controlli navali.

Il Progetto: Un linguaggio per il futuro

Nel 1975, il Pentagono avviò un progetto per sviluppare un nuovo linguaggio di programmazione. I requisiti erano severi:

  • Sicurezza e affidabilità
  • Modularità e riutilizzo del codice
  • Programmazione orientata agli oggetti
  • Applicazioni real-time
  • Controllo rigoroso dei tipi

Dopo anni di sviluppo e test di proposte concorrenti, vinse il design del team guidato da Jean Ichbiah di CII Honeywell Bull in Francia. Il linguaggio fu finalmente approvato nel 1983.

Il Nome: In onore della prima programmatrice

Quando venne il momento di dare un nome al linguaggio, il Pentagono decise di chiamarlo in onore di Ada Lovelace – la prima programmatrice della storia. Fu un riconoscimento del suo contributo pionieristico e un simbolo del ruolo delle donne nell’informatica.

Il linguaggio Ada divenne lo standard per sistemi militari e aerospaziali critici. Fu utilizzato in:

  • Aerei da combattimento F-16, F-22, Eurofighter
  • Sistemi missilistici Patriot
  • Stazione Spaziale Internazionale
  • Sistema di controllo di volo Boeing 777
  • Metropolitane di Parigi, Londra, New York

Il linguaggio Ada fu rivoluzionario perché fu uno dei primi linguaggi mainstream a supportare completamente la programmazione orientata agli oggetti – un concetto che Ada Lovelace aveva visualizzato con la sua idea di modularità e riutilizzo delle ‘carte operative’.

EREDITÀ IN SERBIA: L’AZIENDA ADA

Ispirazione dallo spirito pionieristico

Ispirato dallo spirito pionieristico di Lady Ada Lovelace e dalla rivoluzione che il linguaggio di programmazione Ada portò nell’ingegneria del software, il Professor Zoran Jovičić fondò la sua prima startup chiamata ADA (abbreviazione del nome dell’azienda).

Il nome ADA fu una scelta consapevole – simboleggiava:

  • Spirito pionieristico – Come Ada Lovelace fu la prima programmatrice, l’azienda ADA aspirava a essere pioniera nei suoi campi
  • Visione del futuro – Ada vide il potenziale dei computer ben oltre i semplici calcoli; l’azienda ADA condivideva quella prospettiva visionaria
  • Eccellenza tecnica – Come il linguaggio di programmazione Ada era noto per la sua robustezza e affidabilità, così l’azienda aspirava ai più alti standard
  • Creatività + Logica – La miscela unica di immaginazione poetica e precisione matematica di Ada fu il modello per un approccio equilibrato alla tecnologia

L’azienda ADA fu una startup di successo che competeva con grandi aziende occidentali in gare d’appalto per infrastrutture. Il suo successo fu testimonianza della forza della visione, dell’innovazione e dell’eccellenza – valori che Ada Lovelace personificò già nel 1843.

CONCLUSIONE: TRE VITE, UNA RIVOLUZIONE

Una partnership internazionale che ha cambiato il mondo

La storia del primo programma informatico non è la storia di una sola persona – è la storia di una collaborazione internazionale, di visionari di tre paesi che hanno unito i loro talenti per creare qualcosa di rivoluzionario.

Charles Babbage (Gran Bretagna) – Inventore visionario

Immaginò la Macchina Analitica – il primo computer universale e programmabile. Senza il suo design geniale, nulla di tutto questo sarebbe stato possibile.

Luigi Federico Menabrea (Italia) – Ponte tra le nazioni

Partecipò alle conferenze di Babbage a Torino, comprese l’importanza del progetto e scrisse la prima seria descrizione tecnica della Macchina Analitica. Divenne poi Primo Ministro d’Italia, portando prestigio al progetto. Il suo articolo fu la base indispensabile per il lavoro di Ada.

Ada Lovelace (Gran Bretagna) – La prima programmatrice

Tradusse il testo di Menabrea e aggiunse note due volte più lunghe dell’originale. In quelle note, descrisse le basi della programmazione e scrisse il primo algoritmo destinato a una macchina. Le sue visioni furono secoli avanti rispetto al suo tempo.

Lezioni per oggi

Cosa possiamo imparare da questa storia?

  • Importanza della collaborazione internazionale – I più grandi risultati nascono quando menti di diversi paesi collaborano
  • Ruolo del caso – La presenza di Menabrea a Torino, l’incontro di Ada con Babbage – momenti chiave che hanno cambiato la storia
  • Potere della traduzione – Un semplice compito di traduzione divenne un’opportunità per una rivoluzione
  • Visione avanti rispetto al tempo – Tutti e tre immaginarono un futuro che i loro contemporanei non potevano comprendere
  • Nessun limite per le menti femminili – Ada dimostrò che creatività e logica non hanno genere, in un’epoca in cui le donne erano escluse dalla scienza

Impatto eterno

Oggi, ogni volta che scriviamo codice, utilizziamo concetti che Ada Lovelace descrisse nel 1843 – cicli, istruzioni condizionali, variabili, algoritmi. Ogni programma che scriviamo è erede di quel primo programma per calcolare i Numeri di Bernoulli.

Il linguaggio di programmazione Ada continua a controllare sistemi critici in tutto il mondo – dalle stazioni spaziali ai sistemi metropolitani. L’azienda ADA in Serbia ha continuato quella tradizione di eccellenza e innovazione.

E soprattutto, la storia di Ada, Menabrea e Babbage ci ricorda che i più grandi risultati della civiltà umana sono sempre il risultato di collaborazione, visione e coraggio di immaginare un futuro che altri non possono vedere.


“Possiamo dire nel modo più appropriato che la Macchina Analitica tesse disegni algebrici proprio come il telaio Jacquard tesse fiori e foglie.”

– Ada Lovelace, 1843


LADY ADA LOVELACE
1815 – 1852
La prima programmatrice della storia

Luigi Federico Menabrea
1809 – 1896
Ingegnere italiano, generale e Primo Ministro

Charles Babbage
1791 – 1871
Il padre del computer


Ada scrisse il primo programma. Menabrea creò il ponte attraverso cui quella conoscenza raggiunse il mondo. Babbage sognò la macchina. Insieme, cambiarono la storia.

E lì, in quella meravigliosa sinfonia di genio britannico, precisione italiana e coraggio visionario, vediamo il futuro – un mondo in cui la tecnologia serve l’umanità, dove non esistono confini, e dove l’unico limite è ciò che possiamo immaginare.


Professor Zoran Jovičić
London AI United College
Belgrado – Londra – Sydney
Novembre 2025


Questo testo è dedicato a tutti i pionieri – passati, presenti e futuri – che hanno il coraggio di immaginare qualcosa di nuovo e la visione di realizzarlo.

Con particolare gratitudine alla Fondazione VerbumLandiArt per il supporto alla missione di democratizzazione della conoscenza sull’intelligenza artificiale.

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